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Lavori di riqualificazione della Villa Bellini PDF Stampa E-mail

Catania, 15/10/2010  
Prot. n. 41/10
Al Sindaco del Comune di Catania.

 

Oggetto: lavori di riqualificazione della Villa Bellini

Egregio Sig. Sindaco, con riferimento ai lavori di ristrutturazione della Villa Bellini, facciamo presente quanto segue.
Durante la sindacatura Scapagnini sono state numerose le riunioni tenute dal Coordinamento in difesa del Giardino Bellini insieme ai rappresentanti della giunta ed al sindaco stesso.
Nonostante siano stati firmati documenti congiunti col progettista-DL e col RUP allo scopo di fare del progetto di ristrutturazione un progetto coerente con l'importanza e la storia della più importante Villa di Catania, oggi guardando la Villa post ristrutturazione è grande la delusione sul risultato conseguito,  molte delle varianti al progetto concordate non sono  state attuate in fase esecutiva.
L'attuale Giardino Bellini appare come l'ennesima occasione perduta per un reale rilancio della Villa più amata dai catanesi e nonostante il costo della ristrutturazione sotto alcuni aspetti risulti addirittura a livello inferiore a quello di prima del "restauro", infatti è stata ridotta la fruibilità, l'impiego di pietrisco calcareo o basaltico in molte parti del Giardino quali la collinetta della musica, il viale a fianco a Via Longo, vialetti in prossimità di Piazza Roma rende impraticabili grandi superfici: il Coordinamento aveva chiesto pavimentazioni permeabili e morbide per attenuare la caduta dei bambini ma certamente non pavimentazioni impraticabili.
C'è un eccesso di utilizzo di calcestruzzo, prodotto di dubbio valore estetico per quella che dovrebbe essere la Villa gioiello di Catania, l'impiego di questa pavimentazione tipo industriale non è certamente giustificabile con un risparmio economico visti i grandi finanziamenti a disposizione. Nel piazzale della fontana dei cigni l'uso il calcestruzzo è di  un bianco accecante in caso di soleggiamento. Il calcestruzzo inoltre è sdrucciolevole in caso di pioggia. Il calcestruzzo è stato utilizzato anche laddove si era concordata la finitura permeabile e morbida quale ad esempio l'anello delle carrozze.
Quello che colpisce di più è il quasi completo azzeramento dell'acciottolato spesso sostituito da calcestruzzo. A parte il maldestro restauro di alcuni tratti che sono rimasti in prossimità di piazza Lago di Nicito, manca gran parte dell'acciottolato prima esistente. Che fine ha fatto tutto quel materiale preziosissimo? Fra l'altro oggi non è più possibile prelevarlo dai fiumi e dai torrenti.
L'impianto di illuminazione è gradevole nel suo complesso, laddove è presente, vi sono però delle aree completamente al buio: sono finiti i soldi, è stata una scelta o una dimenticanza?
Il Coordinamento aveva anche chiesto di non utilizzare corpi illuminanti che illuminassero il cielo e questo per evitare inquinamento luminoso, spreco energetico e per dare un segnale di tipo culturale, invece sono stati utilizzati corpi illuminanti a torcia (qualche lettore de La Sicilia di ha definiti "pospiri") che illuminano il cielo.
L'impianto vegetazionale non è stato scelto adeguatamente: le piante tappezzanti poste all'ombra degli alberi (sotto ad esempio al grande Ficus microcarpa a sinistra della fontana dei cigni o sotto gli alberi in prossimità dell'occhio del labirinto) sono in un'apparente stato di sofferenza, in contrasto con le altre delle stesse specie che godono di  maggiore luce.
Sempre sullo stesso tema delle piante posizionate male, vi sono molti cipressi in prossimità dell'occhio del labirinto che sono stati posti sotto a grandi alberi col risultato di essere in ombra e comunque di non avere la possibilità di svilupparsi in altezza, pena il taglio di grossi rami sovrastanti di alberi monumentali. Stupisce inoltre la scelta di mettere cipressi piccoli e molto ravvicinati, che invece di creare una barriera vegetale entreranno in competizione l'un l'altro col risultato di vivere stentatamente e di restare filiformi.
Anche platani di nuovo impianto sono stati posti troppo vicini fra di essi e con i platani esistenti o posti sotto la chioma (in ombra) degli esistenti, in evidente conflitto per la luce/radici. Sono stati inseriti i lecci lungo la via A. Longo contrariamente a quanto concordato.
Le piante che sono state poste attorno alla fontana dei cigni, all'orologio e sulla scena verso la collinetta della musica creano un effetto di grande confusione, di disordine, di disturbo in grande contrasto con il ricordo delle aiole all'italiana perfettamente ordinate, curate, definite, che vi erano prima del restauro in cui il linguaggio dei volumi e dei colori era ottenuto con grande maestria.
Ed ancora vi sono delle piante spontanee, palme Washingtonie che stanno crescendo disordinatamente ed alcune anche in posizioni instabili che andrebbero tolte/spostate in posizioni ragionate.

Altre osservazioni.
Sono scomparse le due grandi voliere metalliche del lato Benedettini ed in loro ricordo sono state lasciate le impronte maldestramente sistemate con pietrisco, mentre le aree che le ospitavano sono state lasciate al buio.
I ritrovamenti storici messi in evidenza non compensano la fruibilità e gli spazi disponibili prima.
Le sculture metalliche della Fontana dei cigni rappresentano altri generi di animali  che niente hanno a che vedere con il Cigno (Cignus olor) o con la raffigurazione di cigno data al nostro grande musicista. E' la stessa cosa che dire che leone e cavallo sono la stessa cosa solo perché hanno 4 zampe!
Stessa considerazione valgono per le altre sculture metalliche raffiguranti uccelli (Galline faraone ecc.) inserite nella fontana dell'occhio del labirinto. Non si capisce il nesso col giardino storico e con la realtà dei luoghi. Non si riesce a cogliere il messaggio del progettista: la stessa scelta di tali specie di uccelli sembra dettata da una scelta casuale piuttosto che da una ragionata.
Le caditoie per l'acqua meteorica lato S. Euplio-P.zza Roma sono mal posizionate (troppo distanti fra di esse) o poste a quote superiori rispetto alle generatrici inferiori delle canalette di raccolta e convogliamento dell'acqua. Numerosi sono quindi i ristagni d'acqua in occasione di piogge anche di modesta intensità.

Chiediamo:

  1. una verifica sulla coerenza di quanto concordato durante la sindacatura Scapagnini nel corso delle riunioni tenute dal Coordinamento in difesa del Giardino Bellini insieme ai rappresentanti della giunta ed al sindaco stesso;
  2. che si riapra un tavolo di concertazione per verificare se e come si può intervenire per eliminare o attenuare quanto evidenziato sopra;
  3. ora che i cittadini sono stati in grado di conoscere il risultato finale  dei lavori di ristrutturazione della villa, di pubblicare o ripubblicare suddiviso per voci (pavimentazione, statue, illuminazione, ecc) i fondi spesi per questa opera di ristrutturazione in modo da permettere una valutazione più approfondita possibile dell'intervento realizzato.

La proposta di pubblicizzare i costi di un opera a inaugurazione avvenuta potrebbe peraltro diventare una pratica usuale di questa Amministrazione, sarebbe un bellissimo segnale di trasparenza e responsabilizzazione della pubblica amministrazione.

 

Distinti saluti,

Il delegato LIPU Catania, Ing. Giuseppe Rannisi.
Il presidente WWF Catania, dott. Maurizio Musmeci.