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SOS AQUILA DI BONELLI
L'Aquila di Bonelli (Aquila fasciata) è un'aquila di medie dimensioni tipica degli ambienti mediterranei. Un tempo relativamente comune in Sicilia almeno sino all'immediato dopo guerra, è oggi divenuta estremamente rara soprattutto a causa degli abbattimenti illegali, della mixomatosi, malattia virale che ha ridotto enormemente la popolazione di Coniglio selvatico sua preda elettiva, e della eccessiva pressione antropica sugli ambienti collinari dell'isola. L'aquila di Bonelli è una delle specie di uccelli più rare in Italia, nidificando solamente in Sicilia ed occasionalmente in Calabria; incerta la sua presenza in Sardegna. La popolazione siciliana è di circa 15 coppie ben al di sotto di quella potenziale stimata in almeno 50. Negli ultimi 5 anni almeno, alcuni appassionati ornitologi e birdwatchers che monitoravano alcune coppie presenti nella Sicilia meridionale, notavano la repentina ed inspiegabile sparizione dei pulcini dai nidi. Il buon esito delle riproduzioni dipende da vari fattori, molti dei quali antropici, quali il disturbo presso i nidi, la scarsità delle prede, eventi metereologici, etc. ma rimaneva sempre il dubbio che qualcuno potesse avere trafugato i pulcini dai nidi, Caso volle che la mattina del 4 aprile del 2010, domenica di Pasqua, furono sorprese in una località della Sicilia meridionale intenti a depredare un nido di Aquila di Bonelli, 4 persone alcune delle quali si sospettava fossero da tempo coinvolte in un traffico illegale di uccelli rapaci, non solo Aquile di Bonelli ma anche falchi Pellegrini (Falco peregrinus. brookei) e Lanari (Falco biarmicus feldeggii). Era purtroppo la prova che si attendeva: le misteriose sparizioni dei piccoli dai nidi delle aquile e dei falconi erano non dovute a fattori naturali ma a squallidissimi ladri di uccelli. Questo episodio è stato di fondamentale importanza perchè ha di colpo risollevato il problema delle depredazione dei nidi dei rapaci da utilizzare per la falconeria, scoprendo una realtà che era sconosciuta ai più. Le indagini seguite a questo episodio mostravano un quadro della situazione a dir poco agghiacciante. In Sicilia operano varie "bande" di loschi trafficanti che depredano decine di nidi di falconi e riforniscono il mercato italiano ed europeo. Soltanto nel 2010 si ritiene che siano state prelevate in natura non meno di 6 Aquile di Bonelli e un centinaio di pulcini di falconi, prevalentemente Lanari. I falchi derubati vengono "riciclati" con delle documentazioni false rilasciate da falsi allevatori corrotti che ne attesterebbero la nascita in cattività e vengono quindi immessi sul mercato venduti a falconieri o a persone che effettuano diseducativi spettacoli esibendo le acrobazie degli uccelli rapaci, o mostrandoli in rievocazioni medioevali. I documenti di ciascun rapace sono estremamente preziosi e quasi sempre vengono riutilizzati per "legalizzare" più soggetti. Per quanto riguarda il Lanario (F.b.feldeggii) dobbiamo sottolineare come la Sicilia ospiti la più importante popolazione europea della forma feldeggii estremamente localizzata nel resto del suo areale europeo; pertanto diventa prioritaria la protezione delle coppie locali nidificanti. Difatti dopo l'episodio del 4 aprile 2010 sono state effettuate dal reparto CITES "Convention on International Trade of Endangered Species" del Corpo Forestale dello Stato, varie perquisizioni in tutta Italia ad allevatori e falconieri che hanno portato al sequestro di alcune Aquile di Bonelli trafugate dalla Sicilia negli anni precedenti, e di molti altri uccelli sprovvisti di documentazione o con certificazioni palesemente false; ad esempio un documento di una specie quando in realtà si trattava di un'altra, o un documento di un individuo adulto quando invece l'uccello era un giovane, tutti esemplari che ovviamente sono stati posti sotto sequestro. Tra questi si annoverano addirittura un Gipeto (Gypaetus barbatus) ed un Capovaccaio (Neophron percnopterus) rinvenuto presso un noto parco zoo del nord Italia verosimilmente proveniente dalla Sicilia. Ampio risalto ai risultati di questa operazione di polizia è stato dato sulla stampa locale (quotidiano " La Sicilia"), e sulle reti televisive nazionali (Canale 5), ottenendo anche un plauso del Ministro dell'Ambiente Sig.a Prestigiacomo. Questa catena di episodi ha fatto si che si costituisse un gruppo di lavoro che raccoglie molti degli appassionati di rapaci dell'isola mobilitati per fronteggiare l'emergenza dell'imminente stagione riproduttiva, ritenendo certo che queste stesse persone si organizzeranno nuovamente per rubare i pulcini che nasceranno in primavera. La risposta all'appello è stata sorprendente. Varie associazione ambientaliste nazionali, tra cui WWF, LIPU, ed EBN Italia, Associazione Mediterranea per la Natura Italia, Fondo Siciliano per la Natura, Italia Nostra, ed altre fondazioni europee si sono mobilitate per partecipare attivamente alla tutela delle aree di nidificazione. Molte delle pareti rocciose dove nidificano le Aquile di Bonelli sono state munite di apparecchiature per la video sorveglianza, mentre nelle altre saranno presenti volontari italiani ed esteri che presidieranno i nidi 24 ore su 24. Inoltre alcune pattuglie volanti perlustreranno le aree interne della Sicilia per monitorare quante più coppie di falconi possibili. L'allarme è stato inoltre dato a tutte le Prefetture delle province interessate, e alle forze dell' ordine,che saranno pronte ad intervenire in caso di necessità.
Il delegato Lipu Ing. Giuseppe Rannisi
Il presidente del WWF CT: Maurizio Musmeci
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