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Catania, 13/12/2009 Prot. n. 19/09
All'Assessore al Territorio e Ambiente, alla Commissione Regionale Urbanistica, all'Ufficio VIA-VAS Assessorato Territorio e Ambiente, al Presidente della Provincia regionale di Catania, all'Assessore Urbanistica Comune di Catania, al Presidente del Consorzio ASI Catania, al Presidente Commissione Urbanistica Com. di Catania.
Oggetto: Modifica Norme di attuazione del PRG della Zona Industriale di Catania. Adiacenza a SIC-ZPS ITA070029 Biviere di Lentini, tratto del fiume Simeto e area antistante la foce. Richiesta di assoggettamento a VAS-Valutazione d'Incidenza.
Le scriventi associazioni ritengono che la corretta applicazione delle procedure di pianificazione, rappresenti un momento insostituibile delle scelte territoriali al fine di garantire la necessaria trasparenza e coerenza tra i diversi strumenti di pianificazione. Si premette questo perché taluni Enti Pubblici sembrano guardare a procedure come la VIA, la VAS, Valutazione d'Incidenza o lo stesso Piano regolatore generale con diffidenza o addirittura con fastidio, come se queste fossero solo delle pastoie burocratiche senza valore. Da ciò la tendenza a cercare scorciatoie che alla fine impediscono di dare un adeguato assetto del territorio, adottando addirittura scelte in netta contraddizione l'una con l'altra e portando spesso a risultati notevolmente inferiori o addirittura dannosi con costi economici e sociali elevati.
Ed è quello che riteniamo stia alla base delle problematiche che si riferiscono all'Area di Sviluppo Industriale di Pantano d'Arci in territorio del Comune di Catania.
A) Modifica delle norme di Attuazione del PRG del Consorzio ASI di Catania Con delibera n. 122 del 23 nov.2009 il Consiglio della Provincia regionale di Catania, ha approvato una modifica alle Norme di Attuazione del PRG del Consorzio Area di Sviluppo Industriale di Catania. Mediante tale delibera l'indice di cubatura passa da 4 m3/m2 a 6 m3/m2. Il significato è molto chiaro. Si può aumentare del 50% la cubatura già assentita e realizzata e quella ancora da realizzare nei lotti liberi delle aree ricadenti all'interno del Consorzio ASI di Catania. Si consideri ad esempio che la superficie edificabile del solo agglomerato di Pantano d'Arci è di circa 900 ha, il calcolo della nuova edificazione si riferisce pertanto a decine di milioni di mc. Si premette che fa piacere sapere che l'imprenditoria, in un periodo di crisi come l'attuale, intende investire e crescere, facendo prevedere nuovi posti di lavoro. Riteniamo comunque che una modifica delle Norme di attuazione del PRG dell'ASI, per le implicazioni urbanistiche che comporta, debba essere sottoposta a VAS/Valutazione di incidenza, in quanto l'ASI è confinante con la ZPS ITA ITA070029 Biviere di Lentini, tratto del fiume Simeto e area antistante la foce. Dalla corografia (Tav.C4n) allegata alla delibera n. 65 del 5/08/2009 con la quale il Comune di Catania ha preso atto della Variante n. 6 del Consorzio ASI i confini dell'Area di Sviluppo Industriale si sovrappongono ai confini del SIC-ZPS lungo la SS.114 entrandovi per circa 60 mt. Riteniamo inoltre che la modifica delle Norme di attuazione di un PRG costituisce modifica del Piano Regolatore Generale stesso che è uno strumento composto inscindibilmente da tavole grafiche, indicanti la zonizzazione, e relative Norme di attuazione. Non può esserci l'una parte senza l'altra. Pertanto ai sensi del Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n.4 recante norme in materia ambientale (artt.6,12,all.IV), del DPR n 357/1997 art 5, della L.r. n.6/2009 la modifica del Piano Regolatore va sottoposta a VAS per le inevitabili incidenze che tale modifica potrà comportare sulle componenti ambientali aria, acqua, suolo flora e fauna a ridosso dell'area sottoposta a tutela. Non sembra che tale procedura sia stata attivata da parte del Consorzio ASI. Si chiede pertanto che tale Variante di Piano Regolatore venga sottoposta ad apposita valutazione ambientale.
B) Aumento delle portate di piena delle acque meteoriche sulla R.N.O. Oasi del Simeto, SIC-ZPS Nell'ultimo anno sono stati presentati molti progetti per la realizzazione di capannoni nella Zona Industriale di Catania. La realizzazione di capannoni industriali e dei relativi piazzali che circondano i capannoni, destinati a movimentazione della merce, ad aspetti logistici e a parcheggi comporta l'impermeabilizzazione quasi totale dei singoli lotti. Essendo l'Area di Sviluppo Industriale a ridosso della riserva ed idraulicamente a monte di essa, sotto l'aspetto idraulico il risultato è che in tempo di pioggia la portata di piena sui canali affluenti verso la Vecchia ansa del Simeto, nel cuore della Riserva, aumenterà notevolmente. Attualmente le molte aree allo stato naturale all'interno della Zona Industriale consentono un assorbimento da parte del terreno, per quanto argilloso ed una migliore, o più naturale laminazione delle piene rispetto al prossimo futuro. Con l'aumento dell'impermeabilizzazione aumenteranno i valori di picco delle portate di piena mentre si ridurrà la durata della piena rispetto alla situazione precedente che comunque è di maggiore naturalità. Non è da sottovalutare anche il problema delle prime acque di pioggia provenienti dai piazzali. I piazzali possono infatti raccogliere oli ed altre sostanze inquinanti che con le prime piogge finiscono nei canali e da qui nella Riserva. Si ritiene necessario che il Consorzio ASI rediga un apposito progetto per tutta l'Area Industriale a tutela del territorio comunale idraulicamente a valle, coincidente con la R.N.O. Oasi del Simeto, area SIC e ZPS.
C) Progetti al confine fra Zona Industriale ed Area protetta. l'Azienda L.I. Logistica Industriale, prevista al confine dell'ASI, in adiacenza alla S.S. 114 risulta di fatto contigua con il SIC-ZPS che inizia dalla parte opposta della stessa S.S. n. 114. Le dimensioni del terreno su cui insistono le opere (26 ettari) sono tali comunque da determinare degli effetti significativi su diversi ambiti, ad esempio quello delle acque meteoriche che si riversano all'interno del SIC-ZPS. La realizzazione del progetto così come previsto trasformerebbe di fatto il territorio limitrofo alla ZPS, comportando una perdita di territorio naturale/seminaturale al confine con l'area protetta. L'ulteriore possibile realizzazione di altre infrastrutture simili a questa lungo la SS.114 circonderebbe la Riserva con aree densamente urbanizzate creando di fatto una barriera ecologica fra la riserva ed il territorio circostante. Si ritiene pertanto che debba essere effettuata almeno una Valutazione di Incidenza, al fine di poter rendere compatibile l'intervento con la realtà ed i valori del territorio mediante prescrizioni, interventi di mitigazione/compensazione. Si fa rilevare che per un intervento di superficie paragonabile (29 ettari), l'Interporto di Catania, peraltro suddiviso su due aree, sottoposto a procedura di VIA ed approvato dal Minambiente, il decreto di approvazione del 6/10/2003, fra le considerazioni del quadro ambientale così recita < La pavimentazione di circa 30 ha di terreno, cosi come prevista dall'intervento, intercetta quantitativi di acque meteoriche stimabili complessivamente in circa 200.000 m3/anno, con valori di picco, in caso di eventi rilevanti di piovosità, pari a circa 15.000 m3 nell'arco delle 24 ore, e che di tali quantità la percentuale effettivamente sottratta alla circolazione sub superficiale e profonda risulta sostanzialmente limitata; tuttavia la realizzazione dell'opera induce un significativo effetto perturbante sulla circolazione idrica superficiale e sotterranea ed in generale su tutta la componente ambiente idrico> E tali interventi riguardano aree distanti oltre 2 km. dal confine della riserva, mentre l'intervento in epigrafe è limitrofo ad essa!
Da quanto sopra si desume che il Consorzio ASI ed anche il Comune di Catania, anche tramite gli strumenti della VAS e della Valutazione di Incidenza, debbono tenere conto della presenza della Riserva naturale, SIC, ZPS ed IBA, i cui valori, riconosciuti non solo dalla Regione Siciliana ma anche in ambito sovranazionale vanno tutelati nell'interesse di tutti. Vanno contemperate e adeguate le attività da svolgere nella limitrofa Zona Industriale in modo da renderle compatibili con le necessità di tutela dell'area protetta ma anche del territorio nella sua globalità. La presenza dell'area protetta inoltre deve fungere da stimolo e occasione per avviare una politica più attenta alla questione ambientale, di risanamento e di riqualificazione. Non si pensa di bloccare lo sviluppo della Zona Industriale di Catania ma di renderlo compatibile anche mediante interventi di mitigazione o se necessario di compensazione, nell'ottica che non è territorio a perdere anche se è una Zona Industriale, anzi! Un'area in cui giornalmente lavorano oltre 10.000 persone dovrebbe essere tenuta in grande considerazione e andrebbe fatto di tutto per migliorarla a cominciare dal controllo delle acque meteo, al controllo delle acque di scarico, delle emissioni in atmosfera. Da analisi chimiche eseguite dalla Provincia recentemente alle acque del canale Jungetto che attraversa la Zona Industriale sono stati rilevati metalli pesanti. Si ritiene che debba essere rivista la zonizzazione in modo da lasciare libere le aree di Zona Industriale limitrofe alla riserva per creare una zona filtro fra l'area protetta e la Zona Industriale, di migliorare l'assorbimento delle acque meteoriche da parte dei terreni, parcheggi e piazzali compresi oggi previsti impermeabili, di creare sufficienti quantità di verde per compensare le emissioni di CO2 delle industrie ecc. più in generale per rendere più vivibile quell'area per quelle persone che vi passano gran parte della loro vita. L'area protetta può e deve diventare uno strumento per meglio gestire il territorio.
Il delegato LIPU Catania, Ing. Giuseppe Rannisi. Il presidente WWF Catania, dott. Maurizio Musmeci.
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