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Catania, venerdì 31 luglio 2009.
Le associazioni CittàInsieme, centro sociale "Giuseppe de Felice Giuffrida", Comitato Civico Salute Ambiente di Adrano, CO.P.E. (Cooperazione Paesi Emergenti), Decontaminazione Sicilia, I Grilli dell'Etna, Italia Nostra, Legambiente Catania, LIPU Catania, Rifiuti Zero Catania, Tapallara, Vivisimeto, WWF Catania e numerosissimi cittadini, professionisti, tecnici e docenti universitari esprimono profonda indignazione e sconcerto per le notizie pubblicate in questi giorni sui quotidiani e riguardanti lo scempio che si sta per compiere nei riguardi del lungomare di Catania. Dietro la parola "Waterfront", adoperata agli inizi degli anni 2000 dall'allora sindaco Umberto Scapagnini, si nascondono quattrocentomila metri quadri di sbancamento a dieci metri sul livello del mare, cinquantaseimila metri quadri di centro commerciale e quarantottomila metri quadri di parcheggi a pagamento spalmati tra una strada che doveva essere una via di fuga antisismica e un pezzo di costa lungo milleduecento metri, in concessione per trentotto anni ad un gruppo imprenditoriale. Tutti questi elementi cancellano gli intenti primordiali del termine "Waterfront" rimandanti, a detta dei suoi promotori, alla volontà di consegnare ai cittadini catanesi, ed ai pedoni in particolare, la fruibilità della costa del lungomare di Catania spostando la viabilità veicolare a monte. Il progetto sembra essere già in avanzato stato di esecuzione, ma i cittadini sono stati tenuti all'oscuro di tutto, la documentazione relativa al progetto è di difficilissima reperibilità ed il Consiglio comunale non è mai stato convocato per discuterne. Alla luce di ciò, i firmatari della presente esprimono un deciso no al progetto così come riportato sugli organi di stampa, chiedono a gran voce che il sindaco e l'assessore all'urbanistica si rendano disponibili il prima possibile ad un dibattito pubblico con i cittadini in modo da fornire tutte le spiegazioni che quest'ultimi riterranno opportuno richiedere, esortano le associazioni ed i cittadini catanesi (in particolar modo i residenti del quartiere Ognina-Picanello) ad unirsi al nostro grido di indignazione affinché il silenzio delle istituzioni di questa città non continui ad incombere anche su questa vicenda e possa essere scongiurato l'ennesimo scempio della città che allontanerebbe a colpi di cemento i catanesi dal mare.
Le associazioni CittàInsieme, centro sociale "Giuseppe de Felice Giuffrida", Comitato Civico Salute Ambiente di Adrano, CO.P.E. (Cooperazione Paesi Emergenti), Decontaminazione Sicilia, I Grilli dell'Etna, Italia Nostra, Legambiente Catania, LIPU Catania, Rifiuti Zero Catania, Tapallara, Vivisimeto e WWF Catania.
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