Ecologia urbana. LIPU e WWF: in Italia è SOS alberi PDF Stampa E-mail

Catania, lunedì 1 marzo 2010.
Protocollo numero 4.

 

Producono ossigeno, filtrano l'inquinamento, ci proteggono dal rumore, migliorano il microclima locale. Eppure vengono tagliati in modo selvaggio, spesso in modo ingiustificato. E' il destino degli alberi nelle città italiane, che soffrono in questa stagione le potature che ne sradicano rami e chiome riducendoli a brutti scheletri. Siamo maglia nera in Europa: troppe potature selvagge danneggiano le specie e il microclima, e Catania non è un'eccezione.
La LIPU ha pubblicato un dossier completo nel quale realizza un confronto tra quanto succede all'estero in città come Londra, Friburgo, Berna ed altri centri in Francia, Olanda e Germania per la gestione del verde nelle nostre città italiane. Decine di fotografie che documentano i tagli radicali cui nel nostro paese sono sottoposte le piante, in città dove peraltro trovano rifugio ben centonovanta specie di uccelli, di cui ottantatré di grande interesse di conservazione.
Le chiome degli alberi, fatte salve le situazioni di pericolo per la circolazione dei mezzi e delle persone e quelle necessarie per la salute delle piante, sono molto utili per abbellire il paesaggio, creare ombra e rinfrescare l'aria. Nel quadro del microclima locale, ma anche in rapporto ai cambiamenti climatici su scala più ampia, le aree verdi e la vegetazione nelle città svolgono un ruolo importante: producono ossigeno, rimuovono le sostanze inquinanti, comprese le pericolose polveri sottili PM10 (particelle microscopiche il cui diametro aerodinamico medio è uguale o inferiore a dieci millesimi di millimetro), schermano il rumore e migliorano il microclima, oltre ad aumentare il valore delle aree urbane e favorire il contatto tra le persone e la natura. Purtroppo queste funzioni non sono conosciute, valorizzate e potenziate, spesso per ragioni legate ad una cultura sbagliata, che non considera il valore, anche economico, della natura e degli alberi.
Per quanto riguarda i benefici effetti sull'ambiente, una pianta con un diametro del tronco di venticinque o trenta centimetri assorbe ogni anno circa trenta chilogrammi di anidride carbonica, rilasciando una quantità di ossigeno equivalente a quella necessaria per la vita di dieci persone. Inoltre, la presenza di venti alberi è in grado di annullare le emissioni annue di biossido di carbonio di un'automobile, mentre le fasce di vegetazione lungo le strade possono ridurre i rumori del 70-80% ed abbassare la temperatura locale.
Purtroppo, anche Catania non fa eccezione. Soprattutto i privati, ma anche gli enti pubblici preposti, non sembrano tenere in considerazione i valori di cui sopra, operando spesso vere e proprie capitozzature (vietate in tutti i regolamenti del verde) che aumentano il grado di rischio. Infatti, i tagli dei grandi rami non riescono più a rimarginarsi e lasciano il legno scoperto agli agenti atmosferici, marcendo e svuotando internamente l'albero con gravi futuri problemi di stabilità dello stesso. Dai rami appena tagliati partono poi una miriade di gemme avventizie che diventano piccoli rami esili e deboli in competizione l'un l'altro, col risultato che anche questi diventano fragili e a rischio rottura, con pericolo per i passanti e per le autovetture.
Spesso tagli errati portano anche ad interferire con gli impianti di illuminazione stradale. Sarebbe opportuno che l'impianto arboreo e l'impianto di illuminazione venissero progettati in maniera unitaria, in modo da evitare il conflitto fra chioma arborea e spettro polare del corpo illuminante, e che i tagli dei rami tenessero conto dell'altezza dei lampioni per non interferire sulla loro corretta funzionalità, effettuando cioè i tagli al di sopra degli stessi corpi illuminanti. Curare e gestire il verde non è tempo sprecato, ma un forte segnale di cultura e di rispetto della vita, quella degli alberi e soprattutto quella dell'uomo.

 

Maurizio Musmeci (presidente WWF Catania),
Giuseppe Rannisi (delegato LIPU Catania).