Allagamenti all'interno dell'Oasi del Simeto: rilanciamo la riserva PDF Stampa E-mail

Catania, mercoledì 24 febbraio 2010.
Protocollo numero 9.

 

Con riferimento all'allagamento verificatosi all'interno della riserva naturale "Oasi del Simeto" che ha coinvolto alcuni Villaggi con molti edifici costruiti abusivamente, vogliamo far presente che tali processi in un'area umida quale è la riserva naturale sono assolutamente normali grazie (o a causa) della morfologia dei luoghi.
L'area della riserva del Simeto, di enorme valore naturalistico, è protetta non solo da leggi regionali ma anche da leggi nazionali e sovranazionali a difesa degli habitat e della fauna, patrimonio della comunità.
Le costruzioni soggette agli allagamenti si trovano al centro della riserva, in un'area ad alto rischio idraulico posta quasi allo stesso livello del mare, e sono inoltre incompatibili con la morfologia dei luoghi, con la sopravvivenza della riserva stessa e con un suo sviluppo naturale: gli allagamenti ne sono la dimostrazione.
Tali costruzioni, a differenza di quelle poste a nord e a sud della riserva, sono assolutamente incompatibili anche con un reale sviluppo turistico sostenibile dell'area. Chi non conosce la riserva naturale orientata "Oasi Faunistica di Vendicari" e tutto l'indotto economico dovuto al turismo che sta apportando a tutto il comprensorio? Se non fosse per queste costruzioni abusive, che non a caso si allagano in caso di forti piogge, potremmo creare una Vendicari a pochi chilometri da Catania con tutti i risvolti positivi in termini di immagine per la città e di sviluppo economico realmente sostenibile.
Come associazioni crediamo si debba rivedere la questione dell'abusivismo nella riserva nel suo complesso, anche con un intervento di perequazione che punti ad acquisire terreni ed edifici e ad abbattere le costruzioni al centro della riserva, valutando l'opportunità di escludere da essa una parte di quelle a nord e a sud della stessa.
In un periodo in cui si parla di danni idrogeologici e di difficoltà occupazionali non possiamo continuare a lasciare un patrimonio naturale e una possibilità di sviluppo turistico sostenibile di tale importanza abbandonato a sé stesso. Siamo pronti a discutere con tutte le istituzioni competenti.

 

Maurizio Musmeci (presidente WWF Catania),
Giuseppe Rannisi (delegato LIPU Catania).