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Lavori Bruno e Bicocca Jungetto PDF Stampa E-mail

Catania, giovedì 4 novembre 2010


Prot. n. 16/10
Al Genio Civile di Catania
Att.ne ing. Salvatore Minaldi RUP
Att.ne ing. Giovanni Spampinato D.L:
Al Direttore della RNO Oasi del Simeto
Dott. Gaetano Torrisi

Oggetto:  Lavori di Somma urgenza nel Canale Jungetto. Lavori nei canali Bruno e Bicocca all'interno della R.N.O Oasi del Simeto, SIC e ZPS ITA 070029.

Premesso che:

  • il Genio Civile (GC) di Catania è stato incaricato di effettuare lavori di somma urgenza per la pulizia del Canale Jungetto che attraversa la RNO Oasi del Simeto, area SIC e ZPS  ITA 070029 ai sensi delle Direttive Habitat 92/43/CEE e 79/409/CEE come recepite dalla normativa, nel tratto fra la SS n. 114 e la Vecchia ansa del Fiume Simeto (Fig. 1 tratto in blu).
  • con nota prot. n. 11/10 del 15/03/2010 Lipu e WWF Catania hanno manifestato il rischio che tali lavori potessero provocare la distruzione di habitat naturali per la fauna considerata prioritaria dalla normativa a causa di effetti indotti quali il prosciugamento delle aree umide riportate in un'apposita cartografia fornita dalle stesse Associazioni.
  • a tale scopo visto che i lavori venivano dichiarati necessari per evitare esondazioni lungo la statale e che tali lavori avrebbero potuto incidere negativamente su aree protette dalla direttiva Habitat Lipu e WWF Catania hanno chiesto che venisse effettuata la Valutazione di Incidenza, procedura che la legge prescrive per opere ed attività all'interno di SIC e ZPS ai fini di valutare il possibile danno ambientale o perdita di habitat ed eventualmente individuare misure di compensazione.
  • che su proposta del Genio Civile al fine da mettere in sicurezza da eventuali allagamenti la SS114 era stato definito che in attesa della valutazione di incidenza il Genio civile avrebbe iniziato a pulire il tratto iniziale del canale Jungetto, dalla SS 114 al Canale Bruno; e vista la motivazione ciò è stato concordato da tutti.
  • che per permettere una migliore definizione dei lavori da eseguire e una migliore conoscenza dell'area in cui avrebbe dovuto operare il GC, le sottoscritte Associazioni hanno comunque richiesto una ricognizione ai fini di una esatta individuazione grafica  elaborata dallo stesso GC delle aree umide ex ante, prima degli interventi in modo da valutare eventuali danni agli ecosistemi umidi causati dall'esecuzione dei lavori (detta individuazione cartografica delle zone umide esistenti ex ante non ci è mai stata fornita).
  • che il Genio Civile ha inviato a LIPU e WWF per conoscenza la convocazione alla successiva Conferenza dei servizi del 29/09/2010, quando aveva effettuato la Valutazione di Incidenza senza darne comunicazione alle Associazioni richiedenti ed aveva già realizzato la pulizia del canale Jungetto (circa 2 km). A quella data i lavori erano quasi completi ad eccezione dell'asportazione dei detriti accumulati lungo le sponde dei canali e per i quali non si era ancora proceduto ad effettuare le necessarie analisi per la determinazione della tipologia di tale materiale per il corretto conferimento a discarica.
  • che durante detta conferenza dei servizi LIPU e WWF hanno chiesto copia della Valutazione di Incidenza ed hanno comunicato che a seguito dei lavori sono state prosciugate delle zone umide. Il Genio Civile prendeva atto della perdita di Habitat a seguito dei lavori e concordava dei lavori per il ripristino di habitat in sponda destra del canale Jungetto nel tratto fra il Canale Bicocca e la Fattoria Torre Allegra. Detti lavori di compensazione consistevano nella creazione di un arginello per la formazione di una vasca di accumulo (Fig. 3 tratto blu).


Premesso tutto ciò, si evidenzia quanto segue.
Nei giorni seguenti la Conferenza dei servizi del 29/09/2010 Lipu e WWF notavano che erano stati eseguiti dei lavori ben oltre quanto riportato nel progetto che prevedeva soltanto la pulizia del Canale Jungetto.
Durante i sopralluoghi effettuati si è osservato:

  • sono stati effettuati dei lavori di pulizia nel canale Bruno (Fig. 1) affluente di sinistra del canale Jungetto, all'interno della ZPS, SIC, RNO, per quanto ci risulta in maniera abusiva e non autorizzata e privi di qualsiasi valutazione di incidenza. Tramite detti lavori sono stati puliti dai depositi in alveo circa 300 mt di canale. La depressione del livello idrico a seguito dei lavori ha portato al prosciugamento di decine di ettari di zona umida (Fig. 2 Area A) all'interno della riserva naturale. I terreni prosciugati appartengono alla Regione Siciliana che li aveva acquistati e destinati a riserva naturale perché impaludati. Essi rappresentavano il cuore della riserva naturale e luogo di nidificazione delle specie a più elevato livello di protezione accordato dalla normativa quali la Moretta tabaccata, il Pollo sultano, il Tarabusino, l'Airone rosso.
  • è stata effettuata, per le informazioni in nostro possesso anch'essa in maniera abusiva e non autorizzata e priva di qualsiasi valutazione di Incidenza la pulizia/bonifica e del tratto finale per circa un centinaio di metri del canale Bicocca. Tramite detti lavori sono state prosciugate diverse zone umide della riserva, SIC e ZPS (Fig. 1  e Fig. 2 Area B). Anche detti terreni erano sito di nidificazione essenzialmente di Pollo sultano, Moretta tabaccata e Tarabusino. I canali Bruno e Bicocca non erano oggetto di intervento.
  • i fanghi ed i sedimenti del fondo del canale Jungetto invece di essere portati in discarica/allontanati, secondo le norme e secondo quanto prescritto dall'Ente Gestore della riserva naturale e riportato in Conferenza dei servizi sono stati accumulati e disposti lungo le sponde del canale Jungetto. Il materiale scaricato inoltre è stato abbancato. Tale residuo proveniente dalla pulizia del canale è stato preventivamente fatto disidratare lungo le sponde del canale stesso e successivamente sparso creando uno strato di circa 10 m. di larghezza per un'altezza di oltre 50 cm disposto lungo la sponda destra  e lungo la sponda sinistra per una lunghezza di circa 400 m.


Quello che queste Associazioni avevano previsto nella ns. lettera del 15/03/2010 di fatto si è avverato:
"Si fa presente che in questo momento sia le acque provenienti dal canale Jungetto che quelle provenienti da alcuni altri canali secondari giungono nell'area di riserva e creano un'ampia zona umida che è il cuore della Riserva naturale ed importante zona di sosta, di svernamento e già in questo periodo anche di nidificazione di molte specie di Uccelli con problemi di conservazione a livello mondiale. Le aree attualmente impaludate sono state acquisite dalla Regione Siciliana tramite apposito progetto finanziato dall'UE esattamente perché si impaludavano e quindi erano di fondamentale importanza per raggiungere le finalità istitutive della riserva stessa. Volere abbassare il livello idrico all'interno del canale Jungetto comporta con altissima probabilità di dovere abbassare le quote di pelo libero della suddette aree impaludate, in quanto  il canale Jungetto fungerebbe da canale di drenaggio. Il risultato sarebbe quello di prosciugare buona parte della riserva.

Riepilogando,  a seguito dei lavori previsti in progetto nel Canale Jungetto e degli altri lavori non previsti nei Canali Bruno e Bicocca, risultano prosciugate le zone umide poste in sponda sinistra ed in sponda destra del canale Jungetto, in particolare:

  • in sponda destra idrografica, da 10 a 20 ettari di zona umida fra la SS 114 e la Masseria Torre Allegra ed altri 10 ha circa nel tratto fra detta Masseria e la lanca denominata Vecchia ansa del Simeto, Area B delle fig. 2 e 3; trattasi di perdita di Habitat per le specie con priorità di conservazione;
  • in sponda sinistra delle aree impaludate fra la SS 114 ed il canale Bruno, ed un'ampia area impaludata, circa 30 ha, fra il suddetto canale Bruno ed il canale Buttaceto Area A delle fig. 2 e 3; trattasi di perdita di Habitat per le specie con priorità di conservazione;
  • lo stesso canale Jungetto, originariamente colmo di detriti, ospitava un ricco canneto e tifeto in cui nidificavano molte specie di uccelli  in gran parte oggetto di misure di conservazione ai sensi della normativa europea, nazionale e regionale; sia per effetto del passaggio dei mezzi di movimento terra a fianco al/ai canali che per la rimozione dei sedimenti accumulato all'interno dell'alveo del canale Jungetto sono stati distrutti  altri 8-10 ha di zona umida (ulteriore perdita di Habitat) caratterizzata essenzialmente da canneti e tifeti, all'interno della ZPS.
  • In detti Habitat nidificavano da 8 a 10 coppie di Moretta tabaccata, da 20 a 30 coppie di Pollo sultano, diverse coppie di Tarabusino. Occorre valutare l'influenza anche sulle altre specie di uccelli quali le altre specie di aironi, i passeriformi di canneto, gli anatidi, gli uccelli rapaci che utilizzavano questi ambienti oltre che per la nidificazione come sito di svernamento e di alimentazione durante la migrazione. E' chiara l'influenza della perdita di Habitat sulla popolazione di Anfibi come ad es. il Discoglosso, di Rettili, di Pesci e di Invertebrati.


La stessa Valutazione di Incidenza prodotta dal GC sui lavori di pulizia dello Jungetto contiene delle gravi lacune: non parla di perdita di Habitat, di frammentazione degli habitat, di perdita di nidificazione di specie con priorità di conservazione ecc.  

Alla luce di quanto sopra riportato le Associazioni scriventi chiedono:
di essere messi a conoscenza se gli Enti in indirizzo sono a conoscenza di tali lavori, se gli stessi lavori sono stati autorizzati ed in tal caso da chi.
che vengano accertati  e perseguiti gli esecutori di lavori non autorizzati
che vengano ripristinate le zone umide prosciugate a seguito dei suddetti lavori sia in sponda destra (Area B) che in sponda sinistra dello Jungetto (Area A).
che vengano realizzate le opere di compensazione della biodiversità persa a causa dei lavori realizzati (compensazione richiesta anche dall'Ente gestore della riserva Oasi del Simeto) e previste dalla direttiva Habitat e dalla direttiva Uccelli.
di ricevere copia delle analisi di laboratorio sui campioni di residui/fanghi prelevati dal canale.


Distinti saluti,
Maurizio Musmeci (presidente WWF Catania)
Giuseppe Rannisi (delegato LIPU Catania).



Si allega la nota dell'ornitologo Andrea Ciaccio.

Nota sulle trasformazioni ambientali avvenute a seguito dei lavori di pulizia del canale Jungetto e dei canali Bicocca e Bruno nella ZPS ITA 070029, a cura di Andrea Ciaccio.

Le finalità dell'istituzione di una riserva naturale sono ovviamente quelle di tutelare gli habitat in essa rappresentati  e la flora e la fauna presenti; ogni intervento antropico al suo interno dovrebbe essere opportunamente valutato per evitare anche il benché minimo danno all'ambiente.  
Quanto recentemente successo all'interno della Riserva naturale Oasi del Simeto ci induce a pensare che non sia stata assolutamente fatta alcuna valutazione di impatto ambientale relativamente alle opere effettuate.
I lavori di sistemazione idraulica del torrente canale Jungetto hanno causato quella che noi riteniamo una autentica catastrofe ambientale. Lo Jungetto è un canale che convoglia le acque fognarie ed industriali sino alla vecchia ansa del Simeto attraversando una delle aree piu'importanti della riserva naturale. I lavori  hanno rimosso tutta la fitta vegetazione determinando il deflusso delle acque del canale con conseguente prosciugamento di tutti gli  acquitrini circostanti. Una vera tragedia! E' intuitivo come la ricchezza faunistica di una "zona umida" sia strettamente correlata con l'abbondanza dell'acqua al suo interno, intendendo con questo la presenza di un ricco mosaico di zone umide satelliti che vengono frequentate da una diversificata avifauna. Tutta quest'area si era impaludata intorno alla metà degli anni ‘80 del secolo scorso proprio in seguito all'innalzamento delle acque dello Jungetto determinando un incremento dell'estensione di habitat che ha concorso non poco all'insediamento di numerose specie di uccelli molto rare e localizzate in Sicilia.
In modo particolare ci riferiamo alla Moretta tabaccata, Aythya nyroca, che certamente è  la specie più importante tra quelle nidificanti alla foce del Simeto per la quale ci sono innumerevoli osservazioni di coppie con i piccoli proprio in quest'area, (pantani di Torre Allegra); si tratta di un'anatra minacciata a livello globale che ha alla foce del Simeto probabilmente la più consistente popolazione nidificante italiana stimata in circa 25 coppie. Ogni cautela si sarebbe dovuta adottare per preservare l'habitat di nidificazione di questa preziosa specie e le manomissioni avvenute determineranno un inevitabile tracollo della popolazione locale.
La Moretta tabaccata è tra tutte le specie nidificanti in Sicilia,  insieme all'Anatra marmorizzata, Marmaronetta angustirostris,  quella  con il più alto "valore intrinseco", cioè le  specie che necessitano di immediati interventi di conservazione ( vedi Autori Vari 2008. Atlante della Biodiversità della Sicilia: Vertebrati terrestri. Studi e Ricerche, 6, Arpa Sicilia, Palermo).
Un'altra specie vittima di questa bonifica è il Pollo sultano, Porphyrio porphyrio,  estinto in Sicilia  intorno al 1950 e reintrodotto proprio alla Foce del Simeto nel 2000.
Il successo della reintroduzione del Pollo sultano è avvenuto proprio per il fatto che nessuna altra zona umida siciliana ha le caratteristiche  della foce del Simeto, trattandosi di un  rallide che dimora nei canneti più impenetrabili. Dalla foce del Simeto i polli sultani, una volta raggiunta la massima densità possibile, hanno  colonizzato  tutte le altre zone umide siciliane adatte.
L'osservazione di oltre 100 ind. a Torre Allegra nell'ottobre 2010  testimonia la drammaticità della situazione. Mai sarebbe stata possibile una osservazione del genere se non si fosse completamente messa allo scoperto la popolazione dei polli privandoli del loro habitat, gli impenetrabili canneti lungo lo Jungetto.
Siamo preoccupati per il destino di molti di questi individui che, dopo questo vero e proprio "sfratto"  non potranno trovare rifugio all'interno della riserva, che come detto, ha una popolazione che ha raggiunto la sua capacità portante, e saranno costretti a disperdersi fuori della riserva, cercando nuovi territori ed esponendosi inevitabilmente ad innumerevoli rischi, primo tra tutti quello di essere abbattuti in zone poco adatte che non offrono loro sufficienti garanzie di sopravvivenza. La bonifica dello Jungetto e di tutti gli stagni circostanti inevitabilmente determinerà una contrazione significativa della popolazione di polli sultani nidificanti della foce del Simeto.
Riguardo al pollo sultano ci preme inoltre evidenziare una delle peculiarità della sua biologia riproduttiva; questa specie infatti si riproduce in ogni periodo dell'anno con due picchi distinti della deposizione delle uova in primavera e nel tardo autunno-inverno. Un numero imprecisato di covate di pollo sultano è andato verosimilmente distrutto dalle ruspe o è stato abbandonato dagli adulti per il disturbo o perché i canneti sono rimasti all'asciutto.
Quali saranno le ulteriori ripercussioni sull'avifauna possiamo oggi solo prevederle ma basterà aspettare l'imminente stagione invernale per documentarle.
La drastica riduzione degli specchi d'acqua e dei canneti non potrà non avere conseguenze su tutte le specie tipiche delle zone umide: certamente non osserveremo più i grandi stormi di anatre, ed i piccoli gruppi di Oche selvatiche svernanti non troveranno più angoli nascosti che le proteggano durante le ore diurne. La diminuzione degli uccelli svernanti determinerà un tracollo della popolazione di rapaci della riserva. Quest'area era straordinaria  per la presenza di una consistente popolazione di rapaci svernanti di molte specie, anche molto rare. Per non andare lontano nel tempo nella stagione invernale 2009-2010 abbiamo avuto l'eccezionale presenza di una giovane Aquila anatraia maggiore, Aquila clanga, che ha sostato nella riserva per alcuni mesi, sono stati osservati anche un giovane Falco sacro, Falco cherrug, un Biancone, Circaetus gallicus, mentre Poiane, Buteo buteo, Falchi di palude, Circus aeruginosus, ed alcune Aquile minori, Hierautus pennatus, si osservavano spesso volteggiare insieme.
Aspettiamo la stagione riproduttiva 2011 per vedere se queste trasformazioni non avranno un impatto anche sulla popolazione di aironi nidificanti cui verranno meno molte aree dove alimentarsi. Particolarmente danneggiate da queste trasformazioni  sono l'Airone rosso, Ardea purpurea,  e la Sgarza ciuffetto, Ardeola ralloides, quest'ultima considerata una specie vulnerabile.
Questo vuole essere solo un breve commento su quelle che possono essere  le ripercussioni sull'avifauna della R.N. della foce del Simeto causate dai lavori di bonifica al suo interno.
Occorre una relazione scientifica che valuti oggettivamente l'impatto di questi lavori sulla comunità di uccelli considerando tutte le specie presenti nell'area, quelle migratrici, quelle svernanti e soprattutto quelle nidificanti colpite da questo che deve essere considerato un autentico misfatto naturalistico perpetrato all'interno di un'area  "protetta".