L'acqua non si vende PDF Stampa E-mail

L'acqua è vita e la vita non può essere oggetto di speculazione. L'acqua dev'essere considerata come un bene comune e dev'essere sottratta ai processi speculativi. Le nuove norme che prevedono la gestione dei servizi pubblici, e tra questi la gestione dei servizi idrici, impongono di dismettere entro il 31 dicembre del 2011 ogni tipo di gestione pubblica: il gestore del rubinetto diventa il proprietario dell'acqua.
La privatizzazione dei servizi ci porta a monopoli, e questi comportano inefficienza, alti prezzi e dipendenza.
Anche le leggi di mercato sconsigliano di affidare in esclusiva i servizi essenziali ai privati, perché ciò comporterebbe la costituzione di un potere enorme in mano ad uno solo operatore, che senza concorrenza non avrebbe interesse a raggiungere l'interesse dell'utente, ma solo il proprio. E l'utente di fronte ad un solo operatore diventa ricattabile.
La privatizzazione comporta una gestione mirata a  garantire il profitto del gestore anche a discapito della salvaguardia della risorsa: la tutela dell'acqua non può essere affidata solo al prezzo di mercato.
Agisci con il WWF: firma e fai firmare il referendum per la tutela dell'acqua.

Per ulteriori informazioni, visitare la pagina dedicata del WWF.
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